Torrecanne-Fiume Morello – Brindisi

Localizzazione

Il sito di Torrecanne-Fiume Morello si estende per circa 6 Km lungo la fascia costiera da Fiume Grande in territorio di Torrecanne a fiume Morelli in territorio di Ostuni, per circa 600 ettari. E’ raggiungibile percorrendo la SS. 16-379 a 10 Km dal centro abitato fasanese. Il nome della localita’ marina deriva da una Torre-Faro (veduta aerea) eretta su un piccolo promontorio a chiusura della splendida baia sabbiosa dove è sorto l’abitato. Nata su un insediamento Neolitico, fino agli anni ’50, Torrecanne e’ stata abitata nel periodo invernale da pochi pescatori. In estate si trasforma, oggi, in ambito luogo di vacanza. Attrattiva naturale di Torrecanne sono i cordoni di Dune sabbiose e gli ambienti umidi rertrodunali che rappresentano un habitat di rilevante interesse naturalistico, infatti l’area e’ stata individuata dalla Legge Regionale 19/97 come area per l’istituzione di una riserva naturale regionale.

Idrogeologia e suolo

L’area di Torre Canne, dal punto di vista geologico, e’ caratterizzata da un’impalcatura di roccia calcarea mesozoica.
Tale impalcatura e’ costituita da calcari micritici, a luoghi dolomitici, in strati orizzontali o debolmente inclinati, con spessori variabili da pochi centimetri al metro. Essi risultano in vario grado fratturati e carsificati. Cio’ determina la presenza all’interno di essi di una potente falda idrica. In particolare, nell’area considerata, i calcari soggiacciono a una copertura di depositi Plio-pleistocenici di ambiente costiero, costituiti essenzialmente da calcareniti e calciruditi fossilifere, tenere e porose a stratificazione indistinta. Il margine estremo della costa e’ invece caratterizzato da una successione di depositi dunari fossiliferi, costituiti da sabbie calcaree biancastre poggianti sulle calcareniti. Un’indagine effettuata nel comune di Fasano, ha consentito di ricostruire l’andamento del tetto del substrato calcareo e gli spessori delle calcareniti. Inoltre, attraverso correlazioni stratigrafiche si e’ evidenziata la presenza di due importanti faglie distensive, con direzione pressoche’ parallela alla costa e con un rigetto di circa 20m. Una di queste e’ localizzata in corrispondenza della costa adriatica. Tali elementi strutturali rivestono un importante ruolo nell’idrogeologia della zona. In particolare la faglia in questione rappresenta uno sbarramento al deflusso verso mare delle acque sotterranee che danno luogo alla formazione di un esteso fronte sorgentizio, i cui punti di scaturigine risultano allineati proprio lungo l’importante discontinuita’ strutterale. Dove tale discontinuita’ risulta essere piu’ interna alla costa si formano emergenze idriche che determinano i paesaggi naturali e gli habitat naturali umidi che rendono singolare l’area del territorio in questione. Si individuano, infatti numerose sorgenti di falda sotterranea in corrispondenza di Fiume Grande, Fiume Piccolo e Fiume Morello che inondano le aree circostanti. La carta geologica della zona e la sezione geologica relativa evidenziano gli elementi generali indicati.

Fauna

Anfibi
Di seguito vengono riportati in ordine tassonomico le specie di anfibi che risultano presenti nell’area

  • Urodeli
    • Salamandrini
      • Tritone Italico (Triturus italicus)
  • Anuri
    • Bufonidi
      • Rospo smeraldino(Bufus viridis)
    • Ranidi
      • Rana verde (Rana esculenta)

Alla luce delle normative considerate, tra le specie presenti segnaliamo come di rilevante interesse conservazionistico, in quanto minacciate d’estinzione, sia a livello locale che nazionale ed internazionale:

  • Triturus italicus
  • Bufus viridis.

Di rilievo e’ la presenza certa del Triturus italicus, stenoendemismo ed areale suditalico-mediterraneo. La ridotta presenza di Anfibi nell’area e’ molto probabilmente determinata dalla carenza di acque superficiali dolci, habitat necessari alla presenza di queste specie.
Le zone umide costiere d’altronde sembrano presentare un grado di salinita’ delle acque incompatibile con la presenza di queste specie.
Questo gruppo animale appare fortemente minacciato, soprattutto dalla possibile trasformazione delle poche aree di presenza di questa specie.
Infatti sia il Tritone italico che il rospo smeraldino presentano una distribuzione puntiforme e ad alto grado di minaccia.
Pertanto le poche aree di presenza dovranno essere soggette in fase di pianificazione territoriale a indispensabili interventi di salvaguardia.
Ai fini di un incremento quali-quantitativo di questo significativo gruppo animale appare possibile prevedere dei progetti di reintroduzione di specie attraverso un preventivo intervento di restauro ambientale finalizzato alla ricostruzione dei siti idonei attualmente scomparsi.
Tale progetto appare scientificamente valido e facilmente realizzabile sulla base delle caratteristiche ambientali del territorio.

Rettili
Vengono riportate in ordine tassonomico le specie di rettili che sono presenti nell’area di Torrecanne-Fiume Morelli.

  • Testudinati o Cheloni
    • Testudinidi
      • Testugine comune(Testudo hermenn)
    • Emidi
      • Testugine d’acqua (Emis orbicularis)
  • Sauri
    • Geconidi
      • Geco verrucoso (Hemidactylus turcicus)
      • Tarantola mauritanica (Tarentola mauritanica)
      • Geco di Kotschy(Cyrtopodion kotschyl)
    • Lacertidi
      • Ramarro(Lacerta vuridis)
      • Lucertola campestre(Podarcis sicula)
    • Scincidi
      • Luscengola (Chalcides chalcides)
  • Ofidi
    • Viperidi
      • Vipera comune (Vipera aspis)
    • Colubridi
      • Biacco (Coluber viridiflavus)
      • Cervone (Elafphe quatuorlineata)
      • Biscia da collare (Natrix natrix)
      • >Colubro leopardino (Elaphe situla)
      • Colubro liscio(Coronella austriaca)

Di rilievo e’ la presenza certa del Geco di Kotschy (Cyrtopodion Kotschyl) e del Colubro leopardino (Elaphe situla). Si tratta di specie ad areale Mediterraneo orientale, presenti nell’Europa occidentale il primo, solo in alcune aree della Puglia e nei pressi di Matera, il secondo solo in ristrette aree delle regioni Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia. Altre specie di rilievo, o perche’ particolarmente esigenti in fatto di habitat, o perche’ in riduzione in tutto il loro areale di presenza sono: Luscengola (Chalcides chalcides), Vipera (Vipera aspis ), Cervone (Elaphe quatuorlineata ).
Allo stato attuale delle conoscenze appare difficile la presenza dei Testudinati, Tartaruga comune (Testudo hermanni) e Testuggine d’acqua (Emys orbicularis), ambedue specie di grande interesse naturalistico e scientifico.
Specie esigenti quali: Luscengola, Vipera, Colubro leopardino, Ramarro, sembrano avere sia una distribuzione molto limitata, caratterizzata dai pochi habitat ancora naturali presenti, quali incolti o pseudosteppe, sia popolazioni caratterizzate da un basso numero d’individui.
Tali tipologie di habitat sembrano ancora soggette a forti trasformazioni ad opera sia di interventi di messa a coltura, sia di edificazione.

Uccelli

Viene riportata, in ordine tassonomico, la check-list degli uccelli presenti nell’area:

  • Ciconiiformes
    • Ardeidae
      • Tarabuso (Botaurus stellaris)
      • Tarabusino (Ixobrychus minutus)
      • Nitticora (Nycticorax nycticorax)
      • Garzetta (Egretta garzetta)
      • Airone rosso (Ardea purpurea)
  • Accipitriformes
    • Accipitridae
      • Falco di palude (Circus aeruginosus)
      • Albanella reale (Circus cyaneus)
      • Albanella pallida (Circus macrourus)
      • Albanella minore (Circus pygargus)
  • Gruiforme
    • Charadriidae
      • Fratino(Charadrius alexandrinus)
  • Coraciiformes
    • Alcedinidae
      • Martin pescatore (Alcedo atthis)
    • Meropidae
      • Gruccione (Merops apiaster)
    • Upupidae
      • Upupa (Upupa epops)
  • Passeriformes
    • Motacillidae
      • Ballerina bianca (Motacilla alba)
    • Sylvidae
      • Usignolo di fiume (Cettia cetti)
      • Forapaglie castagnolo (Acrocephalus melanopogon)

Mammiferi

Vengono riportate, in ordine tassonomico, le specie di Mammiferi presenti:

  • Insectivora
    • Soricidae
      • Mustiolo (Suncus etruscus)
  • Chiroptera
    • Rhinolophidae
      • Rinolofo maggiore (Rinolophus ferrumequinum)
      • Rinolofo minore (Rinolophus hipposideros)
    • Vespertilionidae
      • Miniottero (Miniopterus schreibersi)
      • Vespertilio maggiore (Myotis myotis)
      • Vespertilio di Monticelli (Myotis oxygnatus)
      • Pipistrello nano (Pipistrellus pipistrellus)
      • Pipistrello albolimbato (Pipistrellus kuhli)
      • Serotino comune (Vespertilio serotinus)(M11
      • Nottola di Leisler (Nyctalus leisleri))
      • Orecchione (Pletocus auritus)
  • Rodentia
    • Muridae
      • Topo selvatico (Apodemus sylvaticus)
      • Ratto nero (Rattus rattus)
      • Topolino delle case (Mus musculus)
  • Carnivora
    • Mustelidae
      • Donnola (Mustela nivalis)
      • Faina (Martes faina)

Equipaggiamento

  • Scarponcini da escursionismo, abbigliamento comodo e di colore in sintonia con l’ambiente naturale, giacca a vento, cappello, zainetto, borraccia, guida tascabile per le piante e gli animali, taccuino e matita, binocolo, macchina fotografica.

Regole da seguire

Durante le visite nelle Riserve e negli ambienti naturali:

  • Cerca di restare il piu’ possibile in silenzio o, se necessario, parla sottovoce, cosi’ non disturberai gli animali e ti sara’ piu’ facile vederli o ascoltarne la “voce”.
  • Osserva ogni cosa con molta attenzione: e ti accorgerai che ci sono mille particolari che ad un primo sguardo ti erano sfuggiti.
  • Rispetta qualunque cosa che e’ intorno a te, non lasciare traccia del tuo passaggio e ricordati che puoi portar via solo i ricordi, le emozioni ed eventualmente delle immagini fotografiche
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